In giornata

ANELLO SANTA – SAN FRUTTOSO – PORTOFINO – PARAGGI -SANTA

SANTA MARGHERITA LIGURE – GAVE – MULINO DEL GASSETTA – CROCETTA – GHIDELLI – MOLINI – SAN FRUTTUOSO – BASE 0 – PRATO – SAN SEBASTIANO – PORTOFINO MARE – PARAGGI – SANTA MARGHERITA LIGURE

Oggi andiamo a conoscere una zona del Parco del Monte di Portofino forse un po’ meno nota e frequentata, ma altrettanto interessante e varia.

Con questo bel giro ad anello riusciamo a cogliere tutti gli aspetti caratteristici di questo promontorio: si visitano i borghi più famosi e turistici come Santa Margherita Ligure, Portofino e San Fruttuoso, si cammina tra i muri a secco delle “creuze” circondati da uliveti, orti e case da favola, ci si addentra nei boschi della parte più alta, ombrosi e sempreverdi per ritrovarsi poi in pieno versante mare, immersi nella macchia mediterranea e in pieno sole.

Il percorso è facile e non presenta difficoltà nè grandi fatiche tranne un po’ di salita in partenza e dopo San Fruttuoso. Può essere interrotto a Portofino per proseguire per Santa Margherita con i battelli di linea o con i bus. Se proprio non siete stanchi comunque vi consiglio di continuare a piedi, la passeggiata tra Portofino e Santa Margherita merita per gli scorci sulla costa con le ville e gli yacht in rada e per la variegata umanità che si incontra.

Vi consiglio, come sempre sul Monte di Portofino, di evitare i periodi troppo caldi e nel caso partire sempre di mattina presto.

DESCRIZIONE

K 17    D+ 750    4,30 h

La partenza è da Santa Margherita Ligure, nei pressi dell’entrata del porto, verso la fine del borgo in direzione Portofino.

Dietro il piccolo distributore IP, imboccare la salita Montebello e si trovano subito le indicazioni e la cartellonistica del Parco. Il segnavia da seguire è una croce rossa.

Si sale su belle scalinate, le “creuze” liguri, circondati da case e villette con orti e uliveti ben tenuti. All’uscita della prima salita incontriamo la strada asfaltata che va a Nozarego ed ecco subito una bella vista sul versante a mare, da qui qualche si procede per un centinaio di metri sulla strada per riprendere subito a sinistra il percorso in direzione Gave, Olmi , sempre seguendo la croce rossa.

Camminiamo ora su una bella stradina che consente il traffico solo ai piccoli mezzi autorizzati ai residenti  e alla fine della salita ci troviamo in località Gave. Da qui in piano all’ombra del bosco possiamo scoprire sulla costa a sinistra il complesso dell’ Abbazia della Cervara, patrimonio del Fai e visitabile su prenotazione.

Arriviamo quindi nei pressi della piccola e graziosa Cappelletta delle Gave dove svoltiamo a destra in direzione Mulino del Gassetta camminando su una piccola mulattiera circondati dal bosco di lecci e da pareti di conglomerato molto fratturate. Ancora avanti su un bel fondo di ciotoli e pietre attraversiamo case e villette in tipico stile ligure e uliveti e giardini curatissimi.

Eccoci nei pressi del Mulino del Gassetta, una bella realtà frutto del lavoro di un gruppo di ragazzi della zona che hanno voluto recuperare la struttura del vecchio mulino e tutti i terreni intorno per ritornare a farla vivere come un tempo, producendo prodotti locali oltre che la birra, ed avviando un’attività economica sostenibile laddove tutto era stato abbandonato.

Dalla zona con i tavoli e le panche prendiamo il sentiero verso destra in direzione Pietre Strette seguendo il segnavia tre pallini rossi dentro la Valle dei Mulini. Questa valletta, un’oasi umida e fresca nell’assolato versante est del Monte di Portofino, dal XIII sec. fino a metà del XX sec. ha visto in attività ben 35 mulini che, con un ingegnoso e imponente sistema di chiuse e canalizzazioni in pietra a terra e sospese su archi, sfruttavano l’abbondante presenza di acqua per macinare castagne, granaglie, cortecce per l’estrazione del tannino (per la conservazione e finitura delle reti da pesca) e frangevano le olive.

Usciti dalla valle dei Mulini e dai suoi castagneti incrociamo la lastricata che arriva da Portofino e la prendiamo in salita sulla destra in direzione Pietre Strette, un quadrato rosso. Proseguiamo in salita oltrepassando la sbarra per qualche centinaio di metri e prendiamo il secondo sentiero a sinistra in direzione Ghidelli, segnavia una T rossa.

Il sentiero prosegue stretto in mezzo al bosco misto con corbezzoli, lecci ed eriche arboree. Incrociamo ora a Ghidelli il sentiero che arriva da Pietre Strette, lo seguiamo in discesa verso sinistra per un centinaio di metri fino a girare a destra in direzione agririfugio Molini.

Siamo in pieno versante sud, tra la fitta macchia mediterranea si intravede il blu del mare e si sente il rumore delle onde che si infrangono sulla costa. Iniziamo a scorgere sotto di noi la baia di San Fruttuoso e l’inconfondibile Punta della Torretta.

Arrivati ad incrociare il sentiero che scenda da Pietre Strette, lo prendiamo a sinistra in discesa fino ad arrivare all’ Agririfugio Molini . Anche qui siamo davanti ad una bella impresa di recupero e di economia sostenibile portata avanti con determinazione ed entusiasmo.

Dopo la sosta al rifugio continuiamo in discesa nel vallone che ci porta a San Fruttuoso, camminando direttamente sul conglomerato, spesso fratturato, tipico di questa zona del Monte di Portofino, fino ad arrivare alla grande Torre cinquecentesca e al piccolo borgo di San Fruttuoso.

Giunti qui è d’obbligo prendersi tutto il tempo per fare una bella pausa, visitare l’Abbazia, prendere il sole in spiaggia o fare un bel tuffo. Fuori dalle domeniche più “calde” nelle quali i battelli sbarcano centinaio di turisti nella piccola baia, l’atmosfera è veramente unica e rilassante, fuori dal tempo.

Torniamo indietro per uscire dal borgo e, prima della salita, imbocchiamo il sentiero a destra in direzione base 0, segnavia due pallini rossi.

Si sale sempre immersi nella macchia mediterranea e si arriva al crocevia di base 0. Prima di proseguire diritti in direzione di Portofino, vi consiglio di girare a destra per raggiungere il punto panoramico. Solo qui potete rendervi conto veramente di dove siete e della maestosità della costa di questo versante. Intorno a noi solo mare e cielo. Fantastico!

Continuiamo ora, più o meno sempre sulla stessa quota, per arrivare in località Prato. Abbiamo due alternative: possiamo tornare a Santa Margherita ripercorrendo la stessa via dell’andata, per questa seguire il segnavia per Olmi a sinistra e poi Mulino del Gassetta e da li fino a Santa, oppure continuare l’anello in direzione Portofino come vi consiglio di fare.

Sempre camminando tra villette, orti e uliveti, continuiamo in direzione di Portofino passando in alto sulla Cala degli Inglesi: per chi avesse tempo e voglia poco dopo Prato c’è un bel sentiero che porta direttamente fino al mare, molto ripido ed in parte attrezzato con catene, che vi permetterà di sentirvi come naufraghi su di un’isola deserta! ( tra andata e ritorno prevedete due ore)

Imbocchiamo ora a sinistra il sentiero per San Sebastiano, una bella variante rispetto a quello principale, che ci porterà alla piccola chiesetta passando tra muretti a secco avvolti dal gelsomino e dai sui profumi.

Dalla chiesetta continuiamo a destra in direzione di Portofino su una bella lastricata, a sinistra si vede la baia di Paraggi e poco più in basso si scorge Portofino, intorno solo ville protette dai muri a secco e giardini curatissimi.

Arrivati in piazzetta a Portofino possiamo decidere di fermarci qui, riposarci, osservare la varia umanità internazionale che frequenta il borgo e poi prendere un battello per Santa Margherita, oppure proseguire a piedi per altri 5 km circa e un’oretta scarsa di facile passeggiata.

In questo caso portarsi sulla strada che esce dal borgo, attraversare e prendere la prima salita che ci conduce alla pedonale che corre parallela alla strada asfaltata ma poco più in alto, al riparo del traffico.

Continuare con piccoli saliscendi in un bel percorso sempre al coperto del bosco di lecci, con belle viste sul mare sottostante. Arrivati a Paraggi si attraversa il borgo e si prosegue sulla strada principale. Purtroppo la violenta mareggiata dell’ultimo autunno ha distrutto parte della strada e della passerella pedonale, ma i lavori per la sistemazione sono quasi ultimati per cui credo che a breve si potrà nuovamente usufruire del bel percorso pedonale sospeso in parte sul mare.

In breve, passata l’Abbazia della Cervara e il Covo di Nord Est arriviamo a Santa Margherita al punto di partenza.


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