In giornata

Traversata Rapallo Chiavari, per Montallegro

RAPALLO, MONTALLEGRO, PASSO dell’ANCHETTA, MADONNETTA, S. ANDREA DI ROVERETO, SANTUARIO DELLE GRAZIE, COLONIA FARA, CHIAVARI

La traversata da Rapallo a Chiavari passando per il Santuario di Montallegro, è un itinerario di grande respiro.

 Antiche mulattiere lastricate, splendidi panorami e testimonianze storiche ci accompagnano lungo tutti i chilometri di un percorso da affrontare con la giusta calma, prendendosi il tempo necessario per godere pienamente di quello che il cammino ci offre passo dopo passo.

Da Rapallo si percorrono i quasi 600 mt di dislivello per giungere al Santuario di Montallegro lungo una magnifica mulattiera lastricata, in perfetto stato di conservazione.

Ampliata e risistemata per i lavori di edificazioni del Santuario nel 1558 dopo l’apparizione della Madonna ad un contadino del luogo, la strada è stata per secoli un’importante via di pellegrinaggio e di comunicazione tra la costa e le valli dell’entroterra.

Bellissima la lecceta che si attraversa dopo il Santuario, come sorprendente è l’apparizione nel bosco della chiesetta della Madonnetta sul sentiero per San Pietro di Rovereto.

La discesa verso Chiavari dalla collina delle Grazie regala infine nuovi scorci e punti di interesse, tra cui il piccolo Santuario delle Grazie con i suoi magnifici affreschi del ‘500, ancora troppo poco conosciuti.

E’ affascinante camminare su questi antichi sentieri e vie commerciali: a pochi passi dalla modernità dei centri della costa possiamo ritrovare per qualche ora le atmosfere e i ritmi dei tempi passati, ricalcare le orme di generazioni di contadini, viandanti e commercianti che per secoli hanno percorso e vissuto questi luoghi.

DESCRIZIONE COMPLETA

D+ 850 mt   K 16  T 4.30/5 H

Dal centro di Rapallo si raggiunge la Chiesa di San Francesco appena dietro la rotonda della fontana del Polpo. Dallo slargo antistante la chiesa si individua sulla destra il primo cartello segnaletico, che ci indica di seguire la strada asfaltata sulla destra.

 Dopo pochi metri di salita imbocchiamo la scalinata sulla sinistra con le indicazioni per Montallegro: il percorso è segnato molto bene con una cartellonistica dedicata e con due croci rosse come segnavia e, a tratti, le indicazioni del Sentiero Liguria.

Si prosegue subito in salita su scalinate in cemento per incontrare in breve l’antico selciato della mulattiera realizzata su sentieri preesistenti, per la costruzione del Santuario della Madonna di Montallegro nel 1558.

Procedendo in salita, si iniziano a intravedere i cavi e i piloni della funivia che conduce al Santuario in soli 7 minuti. Costruita nel 1934 e ristrutturata negli anni ’80, è ad oggi l’unica struttura simile in Liguria.

La mulattiera continua in salita con varie svolte, alternando tratti nel bosco misto a tratti aperti dai quali ammirare le prime viste sulla costa.

Il tracciato è incredibile, lastre di pietra, muretti a secco, pietre utilizzate di costa e altre di piatto, canali di scolo, una e vera propria opera stradale che per le dimensioni e la fattura fa intuire l’importanza che doveva rivestire.

Ora la pendenza si fa più dolce e la strada più larga: un vero e proprio viale immerso nella lecceta.

Dopo ca due ore di cammino, raggiungiamo la stazione di arrivo della funivia e il viale di accesso al Santuario della Madonna di Montallegro.

L’attuale facciata in marmo è frutto dei lavori di fine Ottocento e dal bel piazzale si può ammirare un bellissimo affaccio sul golfo fino a Portofino.

L’interno del Santuario è caratterizzato dalla presenza di numerosi ex voto dedicati alla Madonna per grazia ricevuta, alcuni molto antichi e particolari. Al di là dell’aspetto religioso, non si può rimanere indifferenti di fronte a tanta devozione: ogni quadretto appeso rappresenta un momento particolare e personale di vita vissuta.

Proseguiamo dietro la chiesa per girare subito sulla destra, in direzione dell’albergo ristorante il Pellegrino, dove due quadrati rossi vuoti ci indicano adesso il percorso da seguire.

Lecci secolari fanno da scenografia alla passeggiata che ci porta alla magnifica terrazza dell’albergo, che mantiene integro tutto il suo fascino demodé.

Il sentiero, in parte lastricato, prosegue immerso nel bosco di lecci, fino al bivio sotto il M. Castello; seguiamo il sentiero a sinistra che a mezzacosta attraversa le pendici del monte, affacciandosi sulla Val Fontanabuona.

Aggirato il monte Castello, si continua su sentiero aperto con ampi panorami sulla costa.

Arriviamo ora all’antico valico della Colla, con il pilone votivo.

Seguendo sempre i due quadrati vuoti, saliamo a destra nel bosco misto per poi scendere e arrivare al passo dell’Anchetta, dove incrociamo la strada asfaltata che arriva da Chiavari.

Dopo qualche centinaio di metri sulla strada in leggera salita, arriviamo a destra nei pressi dello spiazzo del ristorante il Galletto.

Questo belvedere merita una sosta: il sole, il mare e il promontorio di Portofino sullo sfondo.

Sulla sinistra inizia il nostro sentiero in direzione Madonnetta, con una T rovesciata rossa come segnavia.

Dopo poco, il sentiero quasi pianeggiante diventa una splendida via selciata in perfette condizioni.

Inaspettatamente dal bosco appare poco più avanti la struttura della chiesetta della Madonnetta, costruita alla fine del ‘700 dagli abitanti di San Pietro di Rovereto insieme ai monaci camaldolesi.

Il luogo è incantevole e riposante: una vera oasi di pace.

Evitando il sentiero che scende diretto a Zoagli, imbocchiamo  la scalinata a sinistra in discesa fino al bivio, dove continuiamo sulla traccia di destra in direzione di San Pietro di Rovereto.

Proseguendo con una T rovesciata e due strisce bianche e rosse come segnavia, il sentiero diventa una stradina cementata e poi asfaltata, costeggiata da alti muri a secco che proteggono dal vento le splendide case e gli uliveti con vista sul mare.

Noi continuiamo in piano sempre seguendo i segnavia, lasciando a destra la strada asfaltata che porta a Sant’Andrea di Rovereto.

La stradina sale leggermente per trasformarsi poi in un sentiero che entra nel bosco. Il percorso continua con brevi saliscendi sul crinale che separa la costa dalla valletta dell’autostrada.

Siamo ora in un bosco fitto, ampio e fresco: al primo bivio procediamo a destra, camminando verso levante in leggera discesa.

Arrivati nei pressi di un nuovo bivio incrociamo il sentiero segnato da due pallini, uno rosso e uno bianco: ora abbiamo la possibilità di scegliere due alternative per arrivare a Chiavari.

Alternativa A: continuando a destra nel bosco raggiungiamo in breve la strada litoranea Aurelia.

La seguiamo verso sinistra in direzione del Santuario delle Grazie che raggiungiamo con la salita a destra prima della galleria.

Scendiamo la scalinata dietro la chiesa, alla fine della quale sulla destra inizia il sentiero che ci porterà a Chiavari, nella zona di ponente. Alla fine del sentiero, giunti sulla strada nei pressi di un tornante , procediamo sulla destra per arrivare nella zona della ristrutturata Colonia Fara da dove, poco più avanti inizia il bel lungomare di Chiavari.

Alternativa B: al bivio seguiamo il sentiero sempre segnato con due pallini, uno rosso e uno bianco, ma a sinistra.

Si attraversa a mezza costa tutta la collina delle Grazie, in mezzo ad uliveti abbandonati e ad un dedalo di muretti a secco e lastricate in pietra che ha pochi eguali.

Purtroppo l’intera zona è quasi completamente abbandonata e i segni dell’incuria sono visibili.

Si aprono delle belle viste su Chiavari e Lavagna.

Il sentiero svolta ora decisamente a destra in discesa su ripida scalinata in parte invasa dalla vegetazione per terminare sulla strada litoranea Aurelia. A questo punto prestare attenzione in quanto bisogna fare due attraversamenti in zone con poca visibilità e prive di marciapiede. Prima del tornante della chiesa di Bacezza, bisogna attraversare sul lato sinistro della strada per imboccare proprio di fronte alla chiesa la scalinata al centro del tornante.

In breve si arriva quindi in via Fiume, vicino al casello autostradale di Chiavari, da dove in pochi minuti si raggiunge il centro della cittadina.

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Realizzazione: Alberto Reineri